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Gente tranquilla feat. Rachid

C’è sangue dentro il video,
lampeggianti, è un fatto serio.
Gente tranquilla, dicono,
riversa dentro un rosso fradicio.

Cronaca incomprensibile 
di lame e di follia inspiegabile.
Buona famiglia, giurano,
travolti da una notte che non vuole finire.

Quanta obbedienza, quanta osservanza,
quella misura che si deve ottenere
tra le pareti che ingoiano violenza,
così invisibile che non vuoi sapere.

L’intransigenza, l’intolleranza,
servite a tavola son pugni sul cuore
di chi ti ascolta e poi soffoca in silenzio;
vite represse incorniciate d’onore.


(Io sono il vostro alibi,
la belva silenziosa,
il tuo capro espiatorio.)

A porte chiuse l’incubo
domestico imprevisto è gelido.
Gente tranquilla, giurano,
gente che chiedeva dove andremo a finire.

E ogni certezza è brivido,
che massacra la tua quiete attorno al televisore.

Quanta obbedienza, quanta osservanza,
l’educazione che si deve ottenere
tra le pareti che ingoiano violenza 
così invisibile che non vuoi sapere.

L’intransigenza, l’intolleranza,
servite a tavola son pugni sul cuore
di chi ti ascolta e poi soffoca in silenzio;
vite represse incorniciate d’onore.


(Io sono il vostro alibi,
la belva silenziosa,
il tuo capro espiatorio,
l’uomo nero,
l’incubo,
la paura che ti porti dentro
la notte che non passa mai.)

Un demone tascabile,
un’ombra clandestina,
un crimine.
La colpa indispensabile
per sopportare un incubo
che non vuole finire.

Un demone tascabile,
un’ombra clandestina,
un crimine.
La colpa indispensabile
per sopportare un vuoto
che non vuole finire.


Quanta obbedienza, quanta osservanza,
l’educazione che si deve ottenere
tra le pareti che ingoiano violenza 
così invisibile che non vuoi sapere.

L’intransigenza, l’intolleranza,
servite a tavola son pugni sul cuore
di chi ti ascolta e poi soffoca in silenzio;
vite represse incorniciate d’onore.

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